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FAQ

L’obiettivo è quello di favorire e sostenere idee, progetti ed iniziative capaci di attivare i giovani rispetto alle sfide sociali individuate come priorità per la nostra comunità: uguaglianza per tutti i generi, inclusione e partecipazione, formazione e cultura, spazi, ambiente e territorio, autonomia, welfare, benessere e salute; garantire l’uguaglianza di tutti i generi, promuovere la creazione di nuove opportunità di partecipazione inclusiva alla vita economica, sociale e democratica per i giovani.

Il bando Fermenti è rivolto ai giovani di età compresa fra i 18 e i 35 anni

No, le domande di partecipazione possono essere presentate esclusivamente da:

“gruppi informali” o  “Associazioni temporanee di scopo” (ATS) aventi le caratteristiche di cui all'Allegato 2 e Allegato 3 al bando

Devi inviare la domanda di partecipazione, utilizzando il modello allegato al bando, la tua proposta progettuale e tutti gli allegati al bando compilati e firmati digitalmente.

Ogni “gruppo informale” e ogni singolo partecipante al “gruppo”, così come ogni ente associato in ATS può presentare una sola proposta progettuale o comunque partecipare ad un solo progetto a pena di esclusione.

La domanda di partecipazione può essere presentata esclusivamente, a pena di esclusione,  tramite messaggio di posta elettronica certificata (PEC) da inviare all’indirizzo:
giovanieserviziocivile@pec.governo.it

La domanda, le dichiarazioni e la proposta progettuale dovranno essere redatti utilizzando gli allegati al Bando, di cui fanno parte integrante.

La PEC di trasmissione della domanda, completa degli allegati, debitamente compilati in ogni loro parte e firmati digitalmente, deve pervenire entro e non oltre le ore 14:00 del 3 giugno 2019, a pena di irricevibilità.

Al termine della verifica della ammissibilità delle domande di partecipazione e della valutazione di merito delle proposte progettuali effettuata da un'apposita Commissione il Capo del Dipartimento adotta la graduatoria preliminare che viene pubblicata, con valore a tutti gli effetti di notifica, esclusivamente sui siti istituzionali dei Dipartimenti agli indirizzi web:
www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it  e www.fermenti.gov.it

La graduatoria è distinta per le due tipologie di soggetti proponenti (gruppi informali e ATS) e ordinata per punteggio attribuito in ordine decrescente.

Per trasmettere una candidatura al bando Fermenti, occorre disporre di una PEC – Posta Elettronica Certificata. Si tratta di un particolare tipo di posta elettronica che consente di dare ad un messaggio lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento.

Come aprire una PEC?

Aprire una casella PEC è particolarmente semplice. È sufficiente acquistare il servizio PEC uno dei gestori autorizzati, il cui elenco è disponibile sul sito dell’AGID – Agenzia per l’Italia Digitale (https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/posta-elettronica-certificata/elenco-gestori-pec). Il costo del servizio varia dai 5 ai 39 euro+IVA l’anno. Le differenze nei prezzi sono legate prevalentemente alla capienza dello spazio della casella. Anche nel caso in cui scelga uno dei pacchetti più economici, l’utente avrà la possibilità di acquistare in un secondo momento ulteriore spazio per la propria PEC.

Per l’acquisto del servizio, l’utente dovrà effettuare la registrazione presso il gestore scelto, segnalando nome, cognome, codice fiscale e un indirizzo email presso il quale riceverà la documentazione relativa al servizio che sta acquistando. Tale documentazione dovrà essere compilata e firmata dall’utente, e rinviata al gestore. Contestualmente, l’utente dovrà anche provvedere al pagamento del servizio. Completata tutta la procedura, solitamente la nuova PEC sarà attiva e utilizzabile nell’arco di 24-28 ore.

Le informazioni principali sul bando sono disponibili sul sito www.fermenti.gov.it.

Le diverse Istituzioni ed enti sono a conoscenza del bando ma i quesiti specifici andranno posti esclusivamente al Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale tramite mail da inviare ad uno dei seguenti indirizzi: giovanieserviziocivile@pec.governo.it o uffpolgiov@governo.it.

Il Bando prevede la concessione di un contributo finanziario a fondo perduto.

No, non è previsto un cofinanziamento. Il Bando prevede la concessione di un contributo finanziario a fondo perduto da parte del Dipartimento in favore dei soggetti proponenti utilmente collocati nella graduatoria definitiva. Tali soggetti non devono mettere a disposizione fondi propri.

No. I beni immobili, il cui utilizzo è previsto nelle proposte progettuali presentate devono essere necessariamente di proprietà di un ente pubblico o di altro ente persona giuridica privata, diverso dalle società, costituito per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e possedere una serie di caratteristiche, descritte dall’Allegato 4 al Bando.

. La dichiarazione deve essere resa dal legale rappresentante dell’ente titolare del bene pubblico/privato, come prescritto dall’articolo 6, comma 8 del Bando.

Il periodo va indicato in numero di mesi, che decorrono a far data dall’avvio delle attività progettuali. Il periodo minimo richiesto per il comodato coincide con la durata delle attività progettuali (termine massimo di 18 mesi), cui deve aggiungersi un ulteriore periodo (sino ad un massimo di 6 mesi) a totale copertura dell’eventuale proroga richiesta e concessa.

La durata del comodato dovrà essere estesa qualora venga richiesta e concessa dal Dipartimento un’eventuale sospensione delle attività progettuali.

Sì. Nelle more dell’istituzione del Registro unico nazionale del Terzo settore, trovano applicazione le previgenti normative ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di volontariato, Associazione di promozione sociale; registri che non riguardano le associazioni culturali.

In attesa di conoscere se a queste associazioni sarà data la possibilità di iscrizione al Registro, si ritiene di riconoscere, per favorire la maggiore partecipazione possibile, anche a tali enti la possibilità di presentare domanda. Una volta operativo il Registro unico nazionale del Terzo settore, l’associazione culturale è tenuta a presentare domanda di iscrizione al predetto Registro, secondo le modalità previste dalla normativa di riferimento e, solo nel caso in cui la domanda fosse rifiutata, verrebbe meno il requisito richiesto, con conseguente dichiarazione di inammissibilità della domanda di partecipazione al presente Bando.

. Il requisito dell’età, come precisato dall’Allegato 2 del bando, deve essere posseduto da tutti i componenti del gruppo alla data di presentazione della domanda di partecipazione al bando.

I gruppi informali, però, in sede di presentazione della domanda di partecipazione, si impegnano a costituirsi in uno dei soggetti che, sulla base della normativa vigente, sono qualificati enti del Terzo settore; tale costituzione deve avvenire entro e non oltre 60 giorni successivi alla pubblicazione della graduatoria preliminare, ove i citati gruppi informali risultino essere utilmente inseriti nella stessa.

Il nuovo soggetto giuridico così costituito deve avere organi direttivi costituiti, per la maggioranza, di giovani tra i 18 e i 35 anni e la presenza di tutti i componenti dell’originario gruppo informale.

Si intende fare riferimento agli organi direttivi di ciascun associato che costituisce l’ATS, come precisato dall’Allegato 3 che forma parte integrante del Bando e che prescrive i requisiti che le ATS devono possedere ai fini della partecipazione allo stesso.

A titolo esemplificativo e non esaustivo per organi direttivi si è soliti intendere il Consiglio direttivo, il Consiglio di amministrazione etc. e, comunque, tutti quegli altri organi cui sono attribuiti poteri direttivi da specifiche disposizioni dello statuto e che assumono una diversa denominazione a seconda della natura giuridica dell’ente che, sulla base della normativa vigente, è qualificato ente del Terzo settore.

Si intende fare riferimento ad una specifica causa di esclusione prevista dall'articolo 5, comma 2 del Bando, secondo il quale sono escluse dal finanziamento tutte le proposte progettuali che sono finalizzate ad attività di studio e ricerca.

Pertanto, non possono ricevere un contributo finanziario quelle proposte progettuali le cui attività sono finalizzate a studio e ricerca e non prevedono azioni concrete per affrontare una o più sfide sociali previste dal Bando.

Sì. Fino all'entrata in vigore del Registro unico nazionale del Terzo settore continua ad applicarsi la normativa relativa all'iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale.

Il requisito di iscrizione al registro delle imprese è richiesto solo per le imprese sociali. L'articolo 3, comma 5 del Bando prevede infatti il requisito dell'iscrizione al registro delle imprese per il soggetto Capofila o l'associato dell'ATS che sia una impresa sociale. Tale requisito non deve quindi essere posseduto anche dagli altri enti del Terzo settore.

No. L'articolo 6 del Bando, che descrive le modalità di presentazione della domanda di partecipazione, precisa che tutti i documenti allegati al messaggio PEC di trasmissione di tale domanda devono, tra l'altro, essere firmati digitalmente dai componenti del gruppo informale.

Tutti i documenti allegati al messaggio PEC della domanda devono essere firmati digitalmente da ogni componente del gruppo infromale. La PEC di partecipazione piò essere inviata dall'indirizzo PEC di uno dei componenti di tale gruppo oppure da una PEC creata ad hoc, che abbia il nome del gruppo informale e sia intestata ad un componente del gruppo.

La firma digitale, o elettronica qualificata, è il risultato di una procedura informatica, detta validazione, che garantisce l’autenticità, l’integrità e il non ripudio dei documenti informatici.

Possono dotarsi di firma digitale tutte le persone fisiche: cittadini, amministratori e dipendenti di società e pubbliche amministrazioni. Per dotarsi di firma digitale è possibile rivolgersi ai prestatori di servizi fiduciari qualificati autorizzati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, che garantiscono l’identità dei soggetti che utilizzano la firma digitale. I costi di un dispositivo di firma sono variabili e in genere l’ordine di grandezza è di qualche decina di euro.

Per saperne di più vai al sito dell’AgID